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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di ct (del 10/03/2008 @ 21:56:11, in CT Idee in corso, linkato 3033 volte)
Siamo arrivati alla conclusione che per prima cosa bisogna stimolare la curiosità della gente di modo che sia spronata a voler conoscere, a proporre idee nuove derivanti dalla voglia di scoprire e andare al di là delle cose, in modo da poter dare qualcosa in più del solito. E’essenziale comunque un supporto al progetto e soprattutto il fatto di poter essere liberi nell’utilizzare quanto messo a disposizione.
Abbiamo visto che uno degli obiettivi importanti è l’aggregazione e la si può ottenere lavorando sullo stimolo a conoscere per esempio il nostro territorio che è ricco di attrazioni naturali, storiche, paesaggistiche che sono per lo più sconosciute a tanti. E’ necessario valorizzare sia l’ambiente, sia le attività, sia le persone ma anche considerare la presenza sul nostro territorio di molte grosse e potenti industrie da conoscere, alcune delle quali sono anche le finanziatrici del nostro progetto.
Stimolando la curiosità si fa cultura e facendo cultura si stimola la curiosità. Una volta che si supera lo sforzo iniziale si riesce a mettere in moto un meccanismo che poi si alimenta da solo.
è La cultura deve stimolare a farne e a volerne di più
Abbiamo creato assieme una frase chiave che spieghi il tutto:
Stimolare la curiosità esprimendo e condividendo conoscenze e vivendo emozioni nuove. Questo si può ottenere condividendo il proprio essere con gli altri per esempio approfondendo la conoscenza del territorio, dell’ambiente, delle attività sociali, delle persone attraverso uno scambio di interessi.
Passiamo ora ad una dimensione più concreta dando libero sfogo alle nostre idee, più tangibili come quelle che ci siamo scambiati via mail di cui qui qualche estratto:
· Organizzazione di un festival dedicato alle favole, un’iniziativa che potrebbe coinvolgere un pò tutti, dai bambini ai genitori, agli anziani e perché no anche i giovani. Ciò risponderebbe anche alle esigenze che sono emerse durante i nostri incontri:organizzare dei percorsi, attraverso le stradine di campagna che collegano le nostre frazioni, in cui disporre delle sagome in modo da rappresentare una fiaba (es. cappuccetto rosso). Per ogni stradina una storia diversa...;organizzare delle mostre fotografiche o di pittura, che abbiano come tema le fiabe o i luoghi delle fiabe;far conoscere i vecchi mestieri della nostra tradizione (es.frustai) presentandoli come “i mestieri delle fiabe”; fare delle rappresentazioni teatrali sia sperimentali che classiche delle favole;organizzare dei momento di incontro tra bambini e anziani, cui i nipoti potrebbero raccontare le fiabe nonni...Si possono usare le fiabe anche per dare una coscienza ecologica, strutturando degli incontri in cui si usano dei racconti per spiegare l’ecologia ai bambini e adulti...Le fiabe raccontano le tradizioni e la cultura di un popolo, quindi possono essere utili anche per imparare qualcosa sulle altre popolazioni e le loro usanze e perché no anche sulle nostre. Fare serate con i cantastorie o burattini. Un appuntamento che potrebbe ripetersi negli anni, prendendo a tema ogni volta su uno scrittore di fiabe diverso (Handersen, i fratelli Grimm, le Mille e una Notte...). Il tutto potrebbe essere organizzato lungo tutta una settimana e il calendario degli eventi potrebbe coinvolgere tutte le frazioni.
Questa era una idea…su cui abbiamo discusso vedendone pregi e difetti…crediamo di dover creare un percorso che però sia stabile tutto l’anno, libero da vincoli e di cui si possa usufruire per farci manifestazioni che siano input iniziale per l’ avvio del meccanismo di cui sopra, ma che poi permangano nel tempo tutto l’anno.
  • Perchè non creare un percorso che unisca i vari paesi del comune utilizzando le strade di campagna lungo il quale situare (e poter cambiare nel tempo) i contributi fotografici o artistici in generale, di varie associazioni o gruppi.. Si unirebbero varie esigenze: sportive, artistiche (e quindi culturali).. Tra l'altro il percorso potrebbe passare anche nei centri storici dei vari paesi e laddove vi siano particolarità da vedere..Un percorso da segnalare alle varie Apt e quindi da far conoscere a tutti... (la cosa potrebbe coinvolgere pure il gruppo viabilità e vivibilità).
    Il percorso potrebbe arrivare tipo a Dermulo e alle Plaze dove organizzare periodicamente anche concerti.
Questa idea prende in considerazione dunque gli obiettivi proposti…fare cultura e soddisfare le esigenze del tempo libero. Abbiamo pensato che i percorsi dovrebbero essere connotati per tematiche, in quello storico, in quello sportivo, in quello ambientale, in quello artistico, in quello “industriale” e per questo c’è bisogno di studiare bene il territorio per vedere quali sono i posti da valorizzare e le strutture, persone e attività da utilizzare. Al primo posto deve esserci la libertà di utilizzo sempre e comunque. Su questo percorso si possono creare eventi e punti di partenza fissi..magari allestire dei palchi per questi eventi che potrebbero variare da concerti a lettura di libri o poesie ecc..
Per quanto riguarda le attrazioni culturali presenti possiamo fare riferimento al libro Taio e Mollaro di alcuni anni fa o di altri studi storici già effettuati.
 
Di ct (del 29/02/2008 @ 16:22:23, in CT Idee in corso, linkato 2583 volte)

Innovare e produrre cultura hanno a che fare con l’essere consapevoli che esistono alternative al “fare le cose così come sono sempre state fatte”. Si tratta cioè di esplorare la pluralità delle possibilità, adottare punti di vista differenti da quelli a cui siamo abituati, conoscere ed analizzare le diverse soluzioni che in altri luoghi vengono adottate per rispondere ai bisogni della comunità e degli individui. Tutto ciò aiuta ad individuare con più consapevolezze scelte innovative adeguate al nostro territorio.

Due articoli usciti di recente raccontano altrettante idee per la condivisione di cultura. Entrambe le soluzioni proposte hanno una stretta relazione con il contesto e con il modo di intendere lo sviluppo culturale che è alla base dell’azione raccontata e nessuna delle due esperienze è replicabile tale e quale a Taio, ma…

Qui di seguito le letture ed interpretazioni degli articoli sviluppate durante il lavoro di gruppo.

“Un’altra montagna incantata” (la Repubblica delle Donne – 16/02/08) parla del Museion d’arte contemporanea di Bolzano che lavora in rete con altri musei ed è un luogo di incontro con contenuti trasversali, aspetti culturali diversi, una specie di laboratorio sperimentale in cui collaborano diversi servizi (arte, architettura, danza...). C’è una grande disponibilità all’accoglienza e questa apertura si evince anche dall’architettura del palazzo in cui ha sede il museo che permette di essere visto all’interno anche senza entrarvi. Per chi volesse approfondire e capire meglio di cosa si tratta seguire il link: www.museion.it

Immaginando un progetto di questo tipo sul nostro territorio potremmo pensare al fatto che vi sono molti artisti che probabilmente avrebbero piacere ad esporre le proprie opere e per questo si potrebbe proporre di inserire queste opere o il risultato di qualche corso (fotografia, pittura, ricamo…) nel quotidiano, nei luoghi abitualmente frequentati dalle persone, negozi, bar, uffici, la piazza, in modo da avvicinare le persone un poco per volta a questi aspetti culturali senza costrizioni. Così verrebbero pian piano messi in moto i meccanismi di curiosità che potrebbero poi portare gli utenti a voler a loro volta esprimersi in qualcosa che sanno fare mettendo in mostra le loro abilità. Un punto a favore per questo tipo di idea sta anche nella non necessità di forti investimenti.

 

“Circolo virtuoso” (Ventiquattro – 02/02/08) descrive il The Hub di Londra, un habitat costruito in un ex magazzino dove si incontrano un crocevia di persone, idee, risorse finanziarie e contatti. E’un ambiente famigliare e invitante dove anche chi non ha obiettivi in comune può scambiarsi idee e conoscenze. In particolare vi si trovano giovani imprenditori che vogliono lanciarsi nel mondo del business che pagano a minuti la loro permanenza nell’Hub: per questo il fatturato è molto alto. Si ha qui accesso alle postazioni di lavoro, ma anche a cene, brunch, conferenze organizzate in pausa pranzo e allo scambio di contatti, esperienze e know how promosso da due host, o facilitatori, incaricati della quotidiana impollinazione di idee fra i membri del club. Per approfondimenti: www.the-hub.net

Questo habitat rispecchia un po’ i nostri pensieri a riguardo dell’esigenza di avere un luogo dove poter fare cultura e scambiare le proprie idee per crescere insieme; avere un luogo che non sia un ufficio chiuso e poco comunicativo ma un ambiente famigliare in cui si possa entrare liberamente e dove si possa pensare, sbagliare e imparare. Sicuramente non è possibile crearlo qui da noi a fine “business”, poiché non siamo né a Londra né a San Paolo, però magari col fine ultimo di creare progresso tramite il confronto e lo scambio. La comunicazione in un posto del genere è più diretta, più viva, ci si mette in gioco senza le maschere date dal dialogo che si ha via internet tramite i vari blog o siti, ma dando invece la possibilità di creare ed attivarsi di persona.

 
Di ct (del 18/02/2008 @ 16:10:34, in CT Idee in corso, linkato 7738 volte)

Ragionare di innovazione è una operazione impegnativa in quanto richiede di confrontarsi con il nuovo ed il vuoto di quello che ancora non c’è.

Come si fa allora ad immaginare ciò che non esiste?

La domanda resta aperta e la risposta che il gruppo saprà darsi, arrivando a proporre un’idea progettuale da sottoporre all’attenzione dell’amministrazione comunale tramite il coordinamento degli operatori economici di Taio, sarà il frutto del lavoro dei prossimi incontri.

Per ora, come primo passo abbiamo cominciato con il chiarirci quale fosse il territorio d’azione del gruppo di lavoro ed abbiamo ritenuto di farlo partendo con il rendere esplicita l’idea che ogni membro del gruppo ha del significato di “cultura” e di “tempo libero” che, come i contributi qui di seguito riportati mostrano, sono termini che nascondono interi universi di significati.

 

CULTURA:

  • Si può esprimere con dei sinonimi quali accumulo di esperienze e bagaglio culturale ed è separata dall’intelligenza. Si può sviluppare in diversi modi ma soprattutto col confronto con gli altri.
  • È tutto ciò da cui si può attingere per aumentare il sapere personale per arricchire il proprio spirito e deve essere coltivata (cultura da còlere,coltivare). E’ da considerarsi come basata sulla mentalità della società sulle tradizioni, sulla storia passata, sul patrimonio sociale trasmesso nel tempo su cose tangibili e su altre immateriali.
  • Si può definire come esperienza di vita che si fa andando incontro ai cambiamenti, nel trovare luoghi e persone nuove e può essere efficace se si fa qualcosa per incrementarla e continuare a conoscere, sia durante la giornata che nel tempo libero. Questo porta anche ad avere un dialogo con gli altri a condividere e a fare lavoro di squadra.
  • La cultura può avere diverse sfumature; esiste una cultura individuale che si realizza nel momento in cui ciascuno possiede diverse conoscenze, seppur di base, in molteplici campi. Essa deve essere mossa e deve prendere spunto dal desiderio e soprattutto dalla curiosità da parte di ognuno di ampliare le proprie conoscenze in ambiti diversi da quello in cui si è inseriti quotidianamente. Tutto ciò può servire ad elevare la cultura sociale di una collettività, quale può essere un paese, intesa come capacità di collaborazione e di interazione, con lo scopo di mettere a disposizione di tutti, e quindi di sfruttare, le conoscenze individuali. Una conoscenza più approfondita dell’ambiente e del territorio in cui si vive può contribuire a creare cultura intesa principalmente come rispetto per l’ambiente stesso, in modo da arrivare a uno sviluppo sensato e realistico del territorio.
  • La cultura ha una definizione ampia e non unica e soprattutto è un qualcosa di profondo e personale da coltivare sia dal punto di vista individuale che sociale.
  • Vivere a 360° il sapere sia nella quotidianità sia in ciò che si è accumulato negli anni in base all’influenza data dalla storia. E’ un bagaglio che va di pari passo con la curiosità con il cercare il perché delle cose. La scuola dà le basi della cultura poi bisogna portarla avanti. Non bisogna comunque lasciarsi trasportare dalle idee di massa ma avere un pensiero, un’idea, più personale per crescere.
  • La cultura spazia dal divertimento all’arte alla televisione, l’importante sta nel come si crea la cultura, con che atteggiamento ci si pone ad essa, cioè avere il desiderio e lo stimolo di cercare qualcosa di nuovo, di sperimentare di comunicare.
  • In generale tocca tutte le branche del sapere ed è da utilizzare come uno strumento per risolvere i problemi, che permetta dunque di vivere meglio rispetto ad una situazione precedente, manifestando qualcosa di reale. E’ una forma mentale per affrontare le cose senza pregiudizi mentali. La non risoluzione dei problemi è mancanza di cultura.
  • Bisogna dare molta importanza alla condivisione al dialogo.
  • E’ qualcosa di storico basato sulla memoria storica che ognuno assorbe e esprime a modo suo, con l’arte, con la musica, con le parole ma in base all’ esperienza di altri a cui si aggiunge però la propria. Si parte dunque dalla società e si arriva alla società e l’individuo è lo strumento di passaggio.

 

TEMPO LIBERO:

  • Sono delle ore preziose extra-dovere che esulano da lavoro e studio, in cui si possono esprimere le proprie passioni, dedicarsi agli affetti, agli hobby.
  • Pur essendo una scissione dal lavoro non è comunque da considerarsi come disimpegno, è sì fare ciò che piace, diverte e interessa ma sempre con impegno.
  • E’ il tempo di cui si dispone al di fuori delle solite abitudini quotidiane per concentrarsi su ciò che piace fare e che porta ad un benessere psico-fisico personale.
  • Consiste nel trovare il modo di andare al di là della routine, spezzare il tempo con qualcosa di spontaneo che dia la possibilità di esprimersi.
  • Sono le porzioni di tempo delle nostre giornate che vengono occupate in modo soggettivo, al fine di ottenere una soddisfazione personale. Per questo ogni azione deve essere libera e spontanea e non deve essere vissuta come un obbligo morale o sociale.
  • Dà modo di esprimere al meglio la propria vitalità, avendo un momento di sfogo sia per l’ansia accumulata, sia per la serietà spesso richiesta sul posto di lavoro, poiché il lavoro è comunque costrizione e porta a essere sotto giudizio e talvolta in tensione.
  • Non deve essere pianificato ma spontaneo e soprattutto quando lo si ha non deve spiazzare per la mancanza di idee.
  • E’ il momento in cui ci si ferma e ci si chiede “e ora cosa faccio?” e può essere utilizzato per fare le cose che più piacciono senza avere la preoccupazione del tempo che passa.
  • E’ divertimento, staccarsi dalle preoccupazioni e dalla noia e socializzare. Da questi primi spunti cercheremo nel corso dei prossimi incontri di trarre elementi per aiutarci a valutare quanto possa essere significativa ogni possibile azione che ci verrà in mente in ambito di cultura e tempo libero.
 
Di Admin (del 01/01/2008 @ 16:11:46, in CT Idee in corso, linkato 157 volte)
Cultura e Tempo Libero - Idee in corso
 
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