All’inizio dell’incontro ci siamo soffermati a parlare della località e della data in cui sarebbe possibile effettuare la nostra uscita per approfondire gli argomenti trattati nei nostri incontri. La scelta sembra essere caduta nel andare a visitare dei centri sull’energia rinnovabile presenti in Alto Adige, il giorno 2 maggio.
Siamo passati poi a riprendere il discorso sui distributori che dovrebbero essere messi nei paesi lungo il nostro percorso: resta forte l’idea della distribuzione gratuita dell’acqua con caratteristiche organolettiche pregiate, la distribuzione del latte fresco e pastorizzato e quella dei detersivi. Tali distributori permettono di diminuire i rifiuti domestici.
Pensavamo di inserire questi dispenser all’interno di strutture identificabili, facendo in modo che riconducano al comune di Taio.
All’interno del nostro gruppo, potendo contare sull’appoggio di persone competenti nell’ambito archittettonico, abbiamo pensato di delegare loro il compito di preparare alcuni progetti di base per capire come potrebbero apparire tali costruzioni. Alcune idee già emerse sono: utilizzo di tubolari e lamellari, oppure costruzioni in legno; comunque con colori identificativi. E’ anche uscita l’idea di utilizzare tegole di materiale riciclabile già fornite di pannello solare.
Altro punto da inserire nelle strutture potrebbe essere il mercato ortofrutticolo, con la possibilità di scambio di prodotti della terra.
Siamo poi passati a parlare del ripristino della balera di Taio con annesso parco giochi, dove è stato pensato lo sviluppo di un luogo per sensibilizzare i bambini sul tema dell’ambiente.
Vicino al Centro Raccolta Materiali c’è l’idea di realizzare una sorta di mercatino dell’usato, dove ci sia la possibilità di portare o acquistare oggetti usati.
Altra idea da portare avanti potrebbero essere quella di creare in zone strategiche centri di lavaggio dei mezzi agricoli utilizzati nei trattamenti anti-parassitari.
I 4 elementi (acqua, terra, aria e fuoco) potrebbero aiutarci a realizzare dei punti di riferimento nel nostro percorso.
In conclusione ci siamo resi conto che i costi di realizzazione sono molto elevati, anche perché c’è la necessità di costruire strutture di qualità che abbiano la possibilità di cambiare in base alle necessità. In più bisogna convincere, istruire e informare la gente su tutto ciò.
a) quella di fissare sulla cartina il percorso che vorremmo realizzare e di pensare che tipo di percorso potrebbe essere. È emersa (anche sul blog) la necessità di collegare luoghi attraverso percorsi facilitati o piste ciclabili (si richiama l’idea di percorso come elemento che unisce le frazioni…);
b) quella di pensare al percorso non solo dal punto di vista fisico come unione tra frazioni ma come altro, ovvero percorso come sinonimo di energia e di ambiente, come veicolo per parlare di temi di interesse ambientale (ovvero percorso come veicolo di sviluppo e conoscenza).
Dobbiamo (semplicemente) creare e realizzare un percorso fisico che valorizzi le risorse ambientali di cui già disponiamo (potenziamento della viabilità pedonale e ciclabile) oppure, oltre a questo, dobbiamo anche pensare a qualcosa per educare al rispetto dell’ambiente e per dare l’esempio di una buona pratica lanciando in tal modo un messaggio molto più profondo ed innovativo?
Siamo giunti alla conclusione che probabilmente la risposta è … entrambe le cose!
La visione comune emersa all’interno del gruppo è quella che vede nel percorso non solo uno strumento avente finalità dimostrative che attiri chi viene da fuori. Questo non può e non deve bastare…Insieme al percorso si vuole proporre qualcosa di concreto ed efficace per la comunità.
Agendo in concreto dobbiamo però essere consapevoli che “conoscere non basta”, non è sufficiente dire le cose perché quello che conta è capirne il senso.
L’informazione è importante anzi è fondamentale ma l’esperienza insegna che spesso è stata data ma fino ad ora è servita a ben poco…non ha fatto scattare nelle persone la molla del cambiamento nell’interazione con l’ambiente.
Ci siamo dunque chiesti “a chi ci rivolgiamo con la nostra informazione per far cogliere il senso”; ci si potrebbe rivolgere ai bambini con l’obiettivo di educarli al rispetto dell’ambiente e a loro si potrebbe dedicare in parte il percorso; una prospettiva questa condivisibile ma che non deve essere l’unica … più sono i destinatari del messaggio meglio è!
- percorso fatto da vari step + previsione di qualcosa di specifico e di tecnico/tecnologico che abbia un impatto diretto sul nostro Comune;
- percorso che colleghi alcuni punti forti del nostro territorio;
- percorso il cui motivo ispiratore sia l’ambiente da più punti di vista;
- percorso come unione di luoghi naturali, frazioni, poli eterogenei;
- percorso creato ad hoc per approfondire alcune tematiche specifiche:
Con l’aiuto di una cartina della zona abbiamo quindi cercato di individuare fisicamente i punti dove collocare il percorso e si ragiona sul significato di luogo fisico; si parla degli eventuali luoghi di interesse che potremmo includere nel percorso.
Il valore aggiunto potrebbe venire dall’innovazione applicata ai luoghi individuati … ma su cosa vogliamo puntare dal punto di vista dell’innovazione? Cosa possiamo fare per valorizzare il percorso?
Ci sono diversi spunti di riflessione, idee diverse … ma su una cosa siamo tutti d’accordo … ovvero che non basta fare qualcosa di dimostrativo, serve un collegamento con il concreto e il quotidiano, serve qualcosa che educhi, che attragga e che sia innovativo.
Il quinto incontro di TaioIdea si è diviso in due parti. Nella prima Diego Calzà ha tenuto una presentazione sull’argomento WEB 2.0 e sulla frontiera di Internet di nuova generazione. Di seguito riassumo i punti chiave.
Se dovessimo mantenere il passo e restare allineati su tutte le novità e gli approcci alternativi dell’uso dello strumento Internet che quotidianamente vengono proposti, sarebbe una battaglia persa in partenza. Vi sono, però, alcuni aspetti particolarmente importanti ed innovativi che stanno sempre più assumendo autorità, ignorarli o non conoscerli potrebbe non essere un comportamento intelligente, soprattutto se ci serviamo del Web come strumento di lavoro e lo riteniamo utile per la nostra attività.

Il Web 2.0 è certamente uno di quei fenomeni che sta sempre più entrando a far parte della nostra attività quotidiana sulla rete. Probabilmente siamo fruitori di alcuni aspetti e servizi che maggiormente lo caratterizzano e non ne siamo consci. Vale però la pena di soffermarsi e riflettere su che cosa significhi questo termine, cosa porti con sé e quali siano i suoi aspetti più interessanti andando oltre il semplice vocabolo che potrebbe sembrare, per alcuni, una parola vuota e senza un reale significato, salvo quello di creare aspettativa su qualcosa che forse non esiste realmente.
E’ bene chiarire sin dall’inizio che vi è un grande dibattito, tutt’ora aperto, sul vero significato di “Web 2.0″. C’è chi propone definizioni articolate senza però esempi concreti, più difficile, invece, trovare chi riesce a sintetizzare il concetto in poche e semplici frasi. C’è anche chi non si pone il problema di definire più chiaramente questo concetto perchè lo ritiene un mero slogan pubblicitario e privo di qualunque innovazione tecnologica. Spesso comunque si parla di Web 2.0 e si fa riferimento a questo concetto senza saperne il reale significato.
In campo sociologico è definito Social Network, in quello economico Marketing della Comunicazione e nell’ambito dell’IT è definito Tecnologia. Il concetto chiave del WEB 2.0 è il fatto che l’utente non è più passivo ma aggiunge un proprio contributo sullo sviluppo del web. Attraverso uno strumento banalissimo come un BLOG le persone riescono a instaurare un reciproco rapporto di scambio partecipato di informazioni. Informazioni queste, che le più grandi compagnie mondiali produttrici di beni di consumo, cercano in tutti i modi di incanalare per riuscire a migliorare le loro strategie di vendita. A questo scopo sono nati anche degli strumenti appositi come gli OCS (On-line Communications Scanner) che esaminano la rete alla ricerca di questi preziosi contenuti.
La discussione poi si è spostata su una tecnologia emergente quale il multitouch. Quello che impressiona di questa tecnologia è quanto semplice sembri trasformare il rapporto uomo-macchina. Di fatto si arriva sempre ad avere l’interfaccia più adatta per ogni esperienza. Quando non c’è più bisogno di operare nel mondo degli atomi, è possibile disegnare un’interfaccia specializzata per ogni necessità. Non c’è nulla di fisico perché tutto è “disegnabile” sullo schermo. Quindi in realtà quello che si ottiene è un numero virtualmente infinito di interfacce dedicate. Ma ciò che è veramente incredibile nella tecnologia messa a punto dal team di Jeff Han è il modo in cui è stata implementata. Multi-Touch si basa su un monitor costruito da una tecnologia chiamata FTIR (Frustrated Total Internal Reflection). Lo retroilluminato ha una risoluzione superiore a 0.1″ a 50Hz. Per comunicare le informazioni di “tocco” dallo schermo al PC viene utilizzato il protocollo OpenSound Control via UDP. Il tipo di risoluzione si riesce ad ottenere con una semplice matrice di LED.
L’Ing. Calzà ha poi raccontato la sua esperienza in Finanzia. La città di Helsinki ha lanciato il “Citywall“, un grande display multi-touch installato nel cuore della capitale finlandese che ha il compito di informare tutti i cittadini riguardo alle varie attività previste in giornata. Utilizzando una serie di gesti intuitivi, gli utenti possono navigare con facilità e la tecnologia avanzata di cui si avvale il mega monitor consentirà a più persone di interagire contemporaneamente. Il tocco magico è stata l’idea di agganciare i contenuti di youtube.com, famoso catalizzatore di video amatoriali, alla parete, in questo modo tutto il mondo era affisso al muro in piazza della capitale della Finlandia.
Nella seconda parte della serata si sono approfonditi i temi emersi nella precedente riunione, come la creazione di un Centro giovanile e il modo di raccogliere le esigenze della comunità partendo dal singolo individuo.
Sono emerse delle idee che prevedono la disposizione di bacheche elettroniche nei punti chiave di ritrovo affiancate da dei “bidoni d’idee” dove ognuno può inserire la propria idea/opinione.
Anche on-line è previsto l’allestimento di un blog o un forum dove la comunità può ritrovarsi e discutere di vari temi d’interesse generale. Quindi favorire la raccolta di esigenze dei cittadini, giovani e meno giovani, per creare una scaletta di priorità di interventi. Far si che siano i cittadini a definire cosa serve, ognuno secondo il proprio punto di vista, secondo le proprie esigenze.
Creare cosi un concentrato di richieste che poi, attraverso software oggi disponibili, vengano elaborati, catalogati e originino delle richieste di intervento per nuovi servizi ai cittadini.
Sono molte le idee in materia di ambiente e viabilità per il Comune di Taio, nate e prese in considerazione dal gruppo negli incontri precedenti.
C’è però un’idea maturata nel corso degli incontri, che viene condivisa maggiormente e capace anche di accomunare tutte le altre.
Partendo dal presupposto che il paesaggio tutto, urbano e non, è patrimonio collettivo e deve conseguentemente godere di una tutela proporzionata alla sua importanza sociale, l’idea consiste nel definire un percorso, non inteso solo come spostamento, costituito da una rete di collegamenti tra i centri abitati, le zone paesaggistiche, i luoghi e i percorsi suggestivi (località Cirò, lago di Mollaro, eremo di S. Giustina, castel Bragher, ecc.).
Il percorso è mirato alla valorizzazione e all’utilizzo bio-culturale del territorio, intriso di valore storico, culturale ed estetico. Comprende strade urbane e rurali, piste e sentieri naturali, gallerie.
Con un adeguato controllo del traffico veicolare si favorirà l’uso del percorso anche a chi lavora e a chi non risiede nel Comune. In alcuni tratti potrà essere dotato di mezzi di trasporto pubblici sia ad uso collettivo (tram, autobus) che individuale (ciclomotori elettrici, biciclette motorizzate).
Il percorso dovrà essere distinto attraverso caratteri simbolici che lo legano al luogo e che lo rendono unico.
Questa è l’idea principale da sviluppare, per renderla innovativa. E’ qui che nasce tra noi un gruppo di lavoro.
Cambiando i punti di vista, Taio potrebbe essere vista come il luogo dove si tiene un determinato evento (importante manifestazione), oppure il luogo delle gallerie e dei passaggi caratteristici nella roccia, oppure … Pensiamoci!
Durante l’incontro sono state anche presentate alcune immagini relative al sopralluogo di sabato 1 marzo, effettuato da alcuni componenti del gruppo in diversi luoghi del Comune che potrebbero risultare strategici.
Il terzo incontro del gruppo di lavoro “Ambiente e viabilità”,si è svolto in 2 fasi:
- Sviluppo e collegamento dei punti messi in luce durante il secondo incontro a gruppi separati
- Confronto delle idee da parte dei due gruppi con breve discussione al riguardo.
Nella prima fase i gruppi hanno lavorato in modo autonomo con lo scopo di riuscire a collegare e sviluppare i punti descritti nel report del secondo incontro per poi riuscire a ideare dei progetti che potessero risolvere i problemi emersi.
Le idee emerse da un gruppo erano soprattutto legate alla valorizzazione di zone verdi, con la previsione di un collegamento tramite pista ciclabile e pedonale, presenti sul territorio comunale che hanno un grande valore storico culturale ed estetico.
Le zone oggetto di discussione sono state:
- El “cirò” ( zona verde a nord dell’abitato di Tuenetto) importante per l’ estrazione mineraria da cave a cielo aperto e miniere di estrazione che in passato erano state importantissime per l’economia dei paesi limitrofi
- Bosco a nord di Taio dove era situato in passato un parco giochi
- Eremo di S. Giustina
- Lago di Mollaro
Nell’altro gruppo si è discusso di:
- Trovare forme di contatto come associazionismo inter-frazionale
- Ripristino delle tradizioni
- maggiori servizi (esempio palestra)
- “Tecnologie e ambiente”: energie da fonti rinnovabili
- Tema dell’acqua: risparmio idrico e valorizzazione della risorsa
- Gestione dei rifiuti, tema delle discariche
- Valorizzazione del centro storico dei paesi
- Cura dell’ambiente boschivo

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